Dalla glass skin alla pelle di burro: nasce una nuova estetica del glow, più satinata, sensoriale e sofisticata
C’è stato un tempo in cui la pelle perfetta somigliava al vetro: trasparente, levigata, priva di pori. Un ideale estetico nato nel cuore della beauty culture coreana e diventato globale con il nome di glass skin. Oggi, però, qualcosa è cambiato. Anzi, si è sciolto.
Basta un video — quello della modella Aisha Potter — e TikTok elegge un nuovo standard di bellezza: la butter skin, ovvero una pelle che “scivola come burro”, come lei stessa la descrive. È l’inizio di una nuova narrazione estetica: non più brillantezza specchiata, ma morbidezza satinata, calore, naturalezza. Una pelle che non riflette, ma irradia.
Il glow evolve: dalla trasparenza alla consistenza
Il passaggio dalla glass alla butter skin non è solo una questione semantica, ma una transizione sensoriale e visiva. Se la glass skin incarnava l’ideale lucido della pelle perfetta, la butter skin richiama un’immagine più organica, tridimensionale, intima: il burro che si ammorbidisce al sole, la crema che si fonde sulla pelle, la luce che filtra invece di esplodere.
L’effetto è quello di una luminosità più calda, delicata e vellutata, ottenuta grazie a un equilibrio impeccabile tra skincare e make-up, che oggi più che mai si intrecciano fino a diventare indistinguibili.
Preparare la tela: idratazione come gesto creativo
La butter skin inizia con una base profondamente idratata. Creme emollienti, texture nutrienti e primer illuminanti diventano strumenti di costruzione del look tanto quanto un fondotinta. La pelle va trattata come una tela porosa, da curare e preparare con rigore e dolcezza.
L’idratazione è la chiave: senza, la butter skin non esiste. Ecco perché l’hydra-glow skincare — tra balsami ricchi, mist tonificanti e sieri all’acido ialuronico — è tornata protagonista nelle trousse di chi cerca luminosità senza artificio.
Il make-up come continuità della pelle
Il fondotinta? Leggero, quasi impercettibile. Le formule ideali sono in stick, cushion o crema, con finiture satinate e coprenza modulabile. Non si cerca la perfezione assoluta, ma l’uniformità elegante della pelle che respira. Il risultato è una luminosità diffusa, quasi interna, che non tradisce la sua origine: una pelle viva.
Per il blush e il contouring, le parole d’ordine sono cremosità e fusione. I prodotti migliori sono quelli in crema o in stick, da applicare con le dita o con pennelli a setole morbide, per modellare i volumi con naturalezza. La butter skin non conosce spigoli, ma solo curve morbide e colori che si fondono.
Una nuova visione della bellezza: organica, sensuale, concreta
La butter skin è molto più di un trend. È una risposta visiva e tattile a un’epoca che cerca autenticità, ma non rinuncia all’arte del make-up. È il punto di incontro tra self-care e self-expression, tra pelle e percezione. Una bellezza che non ha bisogno di essere riflessa per esistere, perché si sente, si tocca, si abita.