The Ordinary x MSCHF: beauty e ironia contro l’inflazione alimentare

Nel mondo in continua trasformazione delle collaborazioni tra brand, ce ne sono alcune che sorprendono non solo per originalità, ma anche per il contesto in cui si inseriscono. È il caso dell’inedito sodalizio tra The Ordinary, noto marchio di skincare accessibile, e MSCHF, collettivo creativo famoso per le sue provocazioni virali e concettualmente dissacranti. Questa volta, il terreno d’azione non è la moda né la bellezza, ma un bene quotidiano sempre più caro: le uova.

Una risposta ironica (ma concreta) a una crisi reale

Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti stanno affrontando un aumento record del prezzo delle uova. Secondo la BBC, i costi sono cresciuti di oltre il 65% nell’ultimo anno, con stime che parlano di un ulteriore aumento del 41% nel 2025. Mentre le istituzioni cercano soluzioni strutturali, a sorprendere è stata la mossa congiunta di The Ordinary e MSCHF: vendere uova a prezzo calmierato, direttamente in store.

Come documentato da diversi utenti su TikTok, lo store di The Ordinary a New York ha ospitato una vendita speciale di uova a 3,37 dollari – una cifra ben al di sotto della media attuale sul mercato. Un gesto ironico ma tangibile, che si inserisce perfettamente nel linguaggio performativo di MSCHF e nella filosofia inclusiva di The Ordinary, da sempre impegnato a rendere l’accesso alla skincare più democratico possibile.

L’essenziale, oltre la bellezza

La vendita delle uova non è solo una trovata di marketing: è una riflessione sul concetto di essenzialità, sia in cosmetica che nella vita quotidiana. Proprio come i sieri di The Ordinary, che hanno rivoluzionato il mondo della skincare con formule mirate e prezzi trasparenti, anche le uova sono un alimento basico, universale, quotidiano. Portarle nel contesto di un beauty store è una provocazione intelligente, che invita a ripensare il valore delle cose semplici in tempi di crisi.

Tra arte, consumo e consapevolezza

Non è la prima volta che MSCHF spiazza con iniziative che giocano tra arte concettuale e attivismo culturale – basti pensare alle sneakers tagliate a metà, ai Birkinstocks, o ai “Banana Drops”. Questa nuova collaborazione con The Ordinary, però, alza l’asticella del dialogo tra estetica e consumo consapevole, e lo fa in modo accessibile, ironico e sorprendentemente utile.

La provocazione che fa bene (anche al portafoglio)

In un periodo in cui i prezzi dei beni primari aumentano e la distanza tra brand e consumatori sembra crescere, The Ordinary e MSCHF hanno scelto un’altra strada: fare rete, anche con un semplice gesto come vendere uova a prezzo contenuto. Una collaborazione che va oltre la strategia e diventa un atto culturale, capace di far riflettere – con un sorriso – su ciò che consideriamo davvero essenziale.

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