Digital detox: i consigli di Alessio Carciofi, fra i massimi esperti europei

Digital detox

Digital detox, un must senza tempo…

Prendersi qualche pausa dal mondo digitale, non solo è utile ma sempre più necessario.

Ne è sostenitore uno dei massimi esperti europei, l’italiano Alessio Carciofi.

 

Una guida necessaria

Consulente per programmi di mental wellness, digital detox e mindfulness, Alessio Carciofi lavora con professionisti, aziende ma anche ospiti di centri benessere.

La sua prossima collaborazione è con l’adult only Olympic SPA Hotel in Val di Fassa che aprirà il prossimo gennaio.

Con programmi specifici dedicati per un total digital detox, le sue indicazioni da tempo lavorano sul burn out quotidiano.

I suoi consigli, in un’era digitale amplificata da un (continuo) lockdown che ci ha costretto a contatti virtuali, sono davvero tanti e necessari per riprendere il controllo dell’equilibrio psico-fisico ogni giorno.

 

I principi chiave da conoscere

E’ importante tornare a concepire il contatto con la natura come opportunità per fermarsi e riposizionarsi – ci spiga Carciofi – avendo maggiore percezione di se stessi, specie ora che il futuro che sembra incerto, con una vulnerabilità molto alta …c’è oggi il bisogno invece di una consapevolezza profonda”.

Una sfida quotidiana, insomma, da cui partono i suoi retreat, basati su rituali di meditazione mattutina, workshop in mezzo alla natura per comprendere la gestione del tempo, dell’energie e dell’attenzione.

Poi, in aggiunta alle benefiche tecniche di massaggio del centro benessere dell’Olympic SPA Hotel, ci saranno camminate mindfulness, trekking della consapevolezza, itinerari per esplorare il territorio quasi terapeutici e per meditazioni davanti alle Dolomiti.

 

Cose da fare (o non fare)

Per un primo percorso che porti ad autentico digital detox ci sono poi dei consigli sempre utili da tener presente, che individuano spazi e tempi ben precisi:

1 – La consapevolezza del tempo che trascorriamo a contatto con i diversi dispositivi deve determinare delle pause programmate di mezz’ora, con la tecnica del pomodoro“, (ricordando il timer da cucina)

2 – Dedicare al lavoro (specie in smart working) una sede diversa da quella per momenti più “sociali” (quindi non traslocando con il PC nel salotto o in cucina)

3 – Evitare di mixare momenti di connessione virtuale con altri dedicati ad attività diverse (se a casa manca il rituale fisico del caffè con i colleghi, non cercare l’alternativa in un device in attesa di riprendere dopo una pausa)

4 – Abituarsi ad approfittare ad interrompere la perenne “connessione” (che continua solitamente la sera a letto o anche in bagno) con uno screen di un dispositivo mobile

5 – Durante la giornata, allontanare ogni device nei momenti di maggior concentrazione di lavoro. Studi clinici rivelano infatti che la presenza di device nei paraggi possono influire sul quoziente intellettivo e favorire un alto tasso di distrazione

Ci sono momenti della giornata che dobbiamo pianificare perché sono focused, concentrati su particolari documenti o attività – ci precisa l’esperto – che sono importanti per la produzione fisica di endorfine, per aumentare la determinazione o la capacità di concentrazione.

Ma come monitorare questi benefici poi?

Proprio nei retreat in cui seguire programmi di digital detox è possibile “lavorare” su questi aspetti e dunque fuori dalla comfort zone.

Io ho messo a sistema un nuovo modo di vivere il viaggio” – conclude Carciofi – è importante capire da dove si parte e le reali possibili modalità con cui noi stessi possiamo essere hackerati (ricordando un po’ il docu-drama The Social Dilemma, N.d.R.] da un sottile ma complesso sistema digitale che ci coinvolge ogni giorno.”

 

 

 

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